Nuovo atto della sfida giudiziaria tra Greenpeace ed ENI, il colosso del settore energetico che da anni mente circa la sostenibilità ecologica dei servizi erogati.
Tutto parte nel 2023, quando 12 cittadine e cittadini, insieme a Greenpeace Italia e ReCommon, hanno intentato la "Giusta Causa" contro ENI; l'azienda rispose pubblicando sul proprio sito l'intero atto di citazione senza oscurare dati personali come luogo, data di nascita, codice fiscale e indirizzo di residenza delle 12 persone coinvolte.
L'atto innescò l'intervento del Garante della Privacy che avviò un'istruttoria dalla quale emerse che ENI aveva violato gli articoli 5 e 6 del Regolamento UE 2016/679, trattando e diffondendo dati personali in assenza di un'idonea base giuridica. In parole semplici, questo si è tradotto in una sanzione da 96.000 € per il gigante fossile che stabilisce un principio chiaro: nemmeno le grandi aziende come ENI possono calpestare i diritti delle persone e violare la loro privacy impunemente.
ENI può continuare a ostentare forza, a usare il diritto come una clava contro chi la contesta, a difendere la propria immagine con la durezza di chi non tollera di essere nominato per ciò che è... Ma non potrà evitare all'infinito il nodo politico, morale e storico delle proprie responsabilità. E quel conto prima o poi arriverà.
Questa è una vittoria che pesa, perché dimostra che anche i più grandi, quando sbagliano, possono essere chiamati a rispondere!
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Brevi
- Le api e gli altri impollinatori rendono possibile l'esistenza di circa due terzi della frutta e della verdura che mangiamo ogni giorno. Eppure oggi sono sempre più esposte ai pesticidi: sostanze che restano nei campi, entrano negli ecosistemi, contaminano acqua e suolo e finiscono sulle nostre tavole. Oggi fino al 48% degli alimenti contiene residui di pesticidi.
- Ad aprile la musicista svizzera To Athena si è unita a Greenpeace in una spedizione al ghiacciaio Morteratsch, nelle Alpi svizzere. Di fronte ai tunnel naturali del ghiacciaio, si resta colpiti dalla loro bellezza surreale, quasi ultraterrena: scavate dall'acqua di fusione, queste grotte sembrano portali nascosti, scorci fragili e fugaci su un paesaggio in trasformazione. Ma sotto quella bellezza si cela una dura verità: queste grotte esistono perché il ghiacciaio si sta ritirando, ciò che appare magico è, in realtà, un segno visibile dell'accelerazione dei cambiamenti climatici. Come recita la canzone "Collide" di To Athena, stiamo andando troppo oltre, avvicinandoci sempre di più al punto di rottura.

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