In Finlandia, e spero non solo lì, è polemica per i 330 ettari di foresta abbattuti in località Muhos senza le necessarie valutazioni d'impatto. La spregiudicatezza dei lacché della tecnologia a tutti i costi uccide il futuro delle nuove generazioni.
Quello che vado a pubblicare è il 1.000° articolo del blog, un traguardo considerevole che meriterebbe gli adeguati festeggiamenti, se non fosse che molti video utilizzati per rallegrare ricorrenze simili o allietare il mio pubblico sono poi stati rimossi dalla fonte Youtube, con mio profondo disappunto, andando quindi a falsare il numero effettivo di articoli completi. Ormai "Amici animali" e il mondo dei blog in genere navigano in acque piuttosto stagnanti, ma la perdita di contenuti prima offerti da Youtube e poi rimossi la trovo una carognata sebbene possa essere legittima, poiché toglie ulteriore linfa ai contenuti offerti, e da questo blog io peraltro non ci lucro a differenza di Google con la sua piattaforma di video... Questo è il ringraziamento di Blogger per non intasare i suoi server caricando i video direttamente sulla piattaforma!
Singolo del 1976 che dà anche il titolo all'album che lo contiene, "Year of the Cat" è stato scritto da Al Stewart su musiche di Peter Wood e prodotto da Alan Parsons. Il brano annovera varie cover nel corso dei decenni. Il testo è un rimaneggiamento della melodia, poiché in origine la canzone era dedicata al comico Tony Hancock morto per overdose; successivamente fu dedicato alla Principessa Anna di Gran Bretagna ma, come nel primo caso, il brano fu rifiutato dalla casa discografica. Il testo definitivo si basa sulla ragazza di Stewart quando fu notata sfogliare un libro di astrologia vietnamita al capitolo dedicato all'anno del gatto: nel testo attuale è evidente il continuo richiamo all'anno del calendario orientale, creando una suggestione quasi mistica, in cui una ragazza vestita di seta compare in un luogo metaforicamente fuori dal tempo e dalla realtà, seducente nella sua semplicità...
La settimana scorsa CIWF Italia era a Roma per compiere un passo decisivo: presentare una proposta di legge che vieti l'allevamento di polpi in Italia e fermi l'espansione dell'acquacoltura di specie carnivore prima che sia troppo tardi.
L'articolo seguente, scritto da Chiara Campione di Greenpeace è l'editoriale del n° 162 di Greenpeace News, con approfondimenti sull'arricchimento da parte delle aziende fossili ai danni dell'intero pianeta!
Il mosco siberiano è un mosco (sostanzialmente un cervo muschiato) notturno diffuso nelle foreste di montagna dell'Asia nord-orientale. È piuttosto comune nella taiga della Siberia meridionale, ma è possibile incontrarlo anche in Mongolia, Manciuria, Penisola Coreana e sull'isola di Sachalin, dove ne è stanziata una delle cinque sottospecie esistenti.
Ho scoperto che esistono varie canzoni con questo titolo, scritte e interpretate da autori e cantanti differenti; tra le tante ho scelto di pubblicare questa del cantautore canadese Gino Vannelli, che l'ha ideata durante un viaggio a Santa Fe, nel Nuovo Messico, per incontrare uno sciamano. Il testo è stato scritto insieme a Roy Freeland, e la canzone è stata prodotta con i fratelli Joe e Ross Vannelli. La canzone, inclusa nel nono album in studio di Vannelli, "Big Dreamers Never Sleep", e pubblicata come singolo nel 1987, parla di un uomo che promette di non abbandonare mai la sua compagna, qualunque cosa accada loro, nemmeno una mandria di cavalli selvaggi che cercasse di travolgerli mentre attraversano l'Arizona.