"Gabbie Vuote" è la campagna di Essere Animali per liberare una volta per tutte dalle gabbie i 40 milioni di animali che ancora vivono rinchiusi negli allevamenti italiani. In 6 mesi occorre raccogliere 50.000 firme e portare in Parlamento una proposta di legge per un'Italia senza gabbie.
Non è la "normale" petizione online, ma una raccolta firme elettroniche effettuata tramite SPID o altre modalità elettroniche sul sito del Ministero della Giustizia!
Inizia inserendo i tuoi dati qui!
Quindi clicca "Continua sul sito del Ministero", autenticati con una delle modalità proposte e sottoscrivi!
Descrizione dell'iniziativa: "La proposta di legge disciplina il graduale superamento e il definitivo divieto dell’utilizzo di gabbie e di sistemi di contenimento, individuali o collettivi, che limitino la libertà di movimento per tutte le specie animali allevate a fini alimentari. Le disposizioni contenute sono altresì volte a sostenere la riconversione strutturale e tecnologica delle aziende zootecniche, valorizzando la sostenibilità ambientale, garantendo la tutela della salute pubblica e la qualità della filiera. Tale divieto si rende necessario – alla luce anche dei pareri scientifici dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – in quanto l’allevamento in gabbia rappresenta uno dei principali problemi legati al benessere animale negli attuali sistemi intensivi di produzione alimentare: l’allevamento in gabbia è considerato infatti lesivo delle caratteristiche etologiche degli animali. Nell’ultimo Eurobarometro sul benessere animale più del 90% dei cittadini italiani ha dichiarato la propria contrarietà al confinamento in gabbia per gli animali. Introdurre un divieto a livello nazionale risponde alle richieste della società civile e rappresenta un’occasione unica di innovazione per le filiere produttive italiane, in linea con quanto già fatto da molti paesi competitor. Molti italiani hanno già chiesto un divieto delle gabbie per tutte le specie allevate – attraverso l’iniziativa ‘End the Cage Age’ – ma non hanno ancora ricevuto risposte concrete dalle istituzioni."

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