lunedì 2 marzo 2026

[Notizia] Una nuova investigazione negli allevamenti

Semmai ci fossero ancora dubbi, l'ultima investigazione condotta da Greenpeace li dissipa: gli allevamenti intesivi sono fabbriche di sofferenza e inquinamento oltre ogni immaginazione: cannibalismo tra maiali, ratti tra le mangiatoie, animali feriti e carcasse abbandonate.

A pochi mesi dall’ultima denuncia sull'allevamento intensivo "La Pellegrina", una nuova indagine costringe a raccontare un'ennesima realtà agghiacciante. Non si tratta di un episodio isolato, ma della dimostrazione che il mondo degli allevamenti intensivi rappresenta un sistema crudele e insostenibile. Questa nuova indagine documenta ciò che accade nell'allevamento intensivo di Bondeno (Ferrara):

infestazioni di ratti che entrano in contatto diretto con i maiali e con il loro cibo, feci mescolate al mangime, veleno per roditori lasciato a terra!

Rischi evidenti di contaminazione, incuria, sofferenza! I maiali vivono in condizioni di stress estremo: molti presentano ferite trascurate, come ernie e lacerazioni alle code; in alcuni casi lo stress li porta ad aggredirsi tra loro, fino a veri e propri episodi di cannibalismo.

Le immagini raccolte mostrano anche carcasse abbandonate nei box, una in avanzato stato di decomposizione, mentre altri animali iniziano a divorarla.

La cosa gravissima è che questo scenario va moltiplicato per le centinaia, per le migliaia di altri allevamenti! Va moltiplicato per tutte le situazioni che probabilmente ancora nascoste, lontane da occhi indiscreti, protette dal silenzio e da controlli insufficienti. Un mondo di sofferenza, ingiustizia e inquinamento che Greenpeace, insieme a chi la sostiene, sta cercando di cambiare.

Greenpeace ha già ottenuto risultati concreti:

  • indagini e denunce hanno portato al sequestro e a multe per allevamenti sotto accusa, aumentando i controlli su casi gravi.
  • è stato portato il tema nell’agenda pubblica, spingendo sempre più Comuni e cittadini a sostenere la proposta di legge Oltre gli Allevamenti Intensivi.

Ma occorre continuare con investigazioni, lavoro legale e pressione sulla politica.

(Tratto dalla newsletter di Simona Savini, Responsabile Campagna Agricoltura per Greenpeace Italia)

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