In Finlandia, e spero non solo lì, è polemica per i 330 ettari di foresta abbattuti in località Muhos senza le necessarie valutazioni d'impatto. La spregiudicatezza dei lacché della tecnologia a tutti i costi uccide il futuro delle nuove generazioni.
Uccide il futuro delle nuove generazioni!
Lo scopo dell'abbattimento di 250.000 alberi è quello di realizzare un data center a uso di Google per velocizzare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, del valore di 13 miliardi di euro. L'Autorità finlandese per le licenze e la vigilanza, a inizio ottobre, ha ordinato a Google di sospendere temporaneamente i lavori a Muhos e in un altro sito nel villaggio di Otanmaki per il mancato completamento delle necessarie valutazioni di impatto ambientale, prima del disboscamento totale dell'area. La notizia ha suscitato un'ampia ondata di proteste e il responsabile di Google per la Finlandia, Antti Jarvinen, si è scusato per i disboscamenti, sostenendo però che l'azienda ha agito "in base alla migliore interpretazione della normativa di cui disponeva all'epoca".
Al centro del dibattito nazionale c'è anche il ruolo che il Paese dovrebbe ricoprire nella corsa globale alla costruzione di data center: in Finlandia ci sono 145 nuove strutture in varie fasi di pianificazione ed è per questo in prima linea nell'offensiva delle aziende tecnologiche. La posizione geologica e geopolitica della Finlandia garantisce una relativa stabilità; inoltre, il Paese è particolarmente attraente per l'abbondanza di terre e per il clima freddo, che consentirebbe ai data center un notevole risparmio sui costi energetici.
Nella cittadina di Muhos, nel nord della Finlandia, la foresta acquistata da Google, a 400 metri di distanza dal fiume Oulujoki, è già stata abbattuta (per un'area di 3km in lunghezza per 2km in larghezza) e ora gli escavatori stanno sgomberando il suolo. Il progetto ha suscitato anche le critiche di Donald Trump: il presidente, infatti, avrebbe preferito che Google scegliesse gli Stati Uniti per realizzare un progetto di tale entità, arrivando a chiedere pubblicamente all'azienda di riconsiderare la propria scelta.
Il governo finlandese ha puntato molto su questo progetto, il più grande mai realizzato nel Paese, facendo anche profondi tagli alla spesa pubblica. Il primo ministro Petteri Orpo ha dichiarato che attrarre investimenti rappresenta una "priorità assoluta", aggiungendo che "il valore dell'economia dei dati va ben oltre l’investimento diretto". Secondo il premier, l'accordo con Google "porterà benefici duraturi a entrambe le parti". Ma la preoccupazione dell'opinione pubblica per le conseguenze sulle comunità locali, per i prezzi dell'energia e per l'ambiente naturale del Paese, sono adesso al centro del dibattito, e probabilmente il tema rimarrà centrale anche per le elezioni di aprile.
Poiché l'abbattimento è avvenuto illegalmente, il legname non può essere venduto agli stabilimenti di trasformazione del legno. La vicenda ha sollevato anche alcuni interrogativi sul perché le fonti di energia rinnovabile della Finlandia vengano utilizzate per alimentare le multinazionali straniere. Più di 93.000 persone hanno firmato una petizione che chiede una maggiore regolamentazione dei data center e l'introduzione di un contributo per risarcire le comunità locali dei danni ambientali subiti.
(Articolo tratto e riadattato da Il Fatto Quotidiano)

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