domenica 15 settembre 2019

[Notizia] Dal Giappone acqua radioattiva nel Pacifico


Pare sia destino che questo blog debba mostrare il Giappone sotto una cattiva luce: dopo la riapertura della caccia alle balene, la società Tokyo Electric Power (TEPCO), che gestisce la centrale nucleare giapponese di Fukushima che è stata gravemente danneggiata dal sisma e dallo tsunami di marzo 2011, ha deciso di versare nell'Oceano Pacifico acqua radioattiva, come annunciato dal ministro dell'Ambiente Yoshiaki Harada, dichiarandola l'unica opzione possibile.

Dopo il sisma l'azienda si ritrova stoccata oltre un milione di tonnellate di acqua contaminata, di regola impiegata per il raffreddamento degli impianti, e non ha più spazio per immagazzinarne altra.
Il governo giapponese è in attesa di un rapporto degli esperti, premia di prendere una decisione definitiva sullo smaltimento; è stato intanto precisato che quella di Harada è una opinione personale, e che TEPCO non può decidere cosa fare ignorando eventuali veti governativi. Intanto l'azienda deve trovare una soluzione entro il 2022, data stimata per l'esaurimento degli spazi di immagazzinamento.

L'acqua è resa radioattiva dal trizio, un isotopo dell'idrogeno poco radioattivo e quindi difficile da rilevare: non penetra la pelle umana, ma può essere dannoso se ingerito o inalato; nonostante ciò è considerato poco pericoloso per l'uomo, perché viene espulso rapidamente attraverso urine e sudore.

Le alternative di cui si vocifera sono la costruzione di nuovi serbatoi, ma tale scelta andrebbe a sottrarre spazio per lo stoccaggio di altri materiali, più radioattivi dell'acqua che si sta cercando di smaltire; oppure utilizzare serbatoi privati circostanti, oramai "inutili" dopo i disastri del 2011, ma in questo caso ci si scontra con le leggi sugli espropri, poco efficaci in Giappone.



Nessuno purtroppo pensa all'alternativa più sostenibile, l'unica che guarda a chi verrà dopo di noi a calpestare questo nostro unico pianeta: chiudere immediatamente la centrale, risolvendo automaticamente il problema dell'accumulo di acqua da smaltire, e iniziando a pensare finalmente a nuove forme di energia pulita. Personalmente avrei anche da suggerire un ovvio utilizzo dell'acqua attualmente stoccata dalla TEPCO, ma preferisco lasciare ai lettori intuire la mia fantasiosa ma molto logica soluzione...

(Fonte: Repubblica)

6 commenti:

  1. Immagino che la fatesti bere a chi vuole versarla nell'oceano.
    Ho indovinato?
    Comunque tutto questo è davvero assurdo, ma non credo che la centrale potrebbe essere chiusa senza smaltire le sostanze radioattive. Il problema verrebbe solo posticipato, no?
    Voglio pensare che esistano metodi di smaltimento che non danneggino nessuno, ma non li conosco.
    Che disastro..

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    1. Chiudere la centrale bloccherebbe la produzione di ulteriore acqua contaminata. Lo smaltimento radioattivo è sempre uno scaricabarile: si cerca un sito idoneo dove stoccare quello schifo, anche se quella zona non ha nulla a che fare con il nucleare.
      Le esperienze più o meno recenti non sono bastate per convincere tutti ad abbandonare il nucleare per orientarsi verso energie rinnovabili.

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  2. Ho letto che questo ministro ha detto che "potrebbero essere costretti" a versare l'acqua radioattiva, magari riusciranno a trovare un'altra soluzione. Dicono che poi la quantità sarebbe irrilevante rispetto alla vastità dell'Oceano Pacifico, speriamo che tutto ciò sia vero..

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    1. Un pesce mangia plancton contaminato, e si contamina a sua volta; il pesce finisce sulla tua tavola. È irrilevante?

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  3. Tutto finisce nella catena alimentare, basta pensare che parliamo di una delle zone più pescose del mondo.
    Saluti a presto.

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    1. Proprio così. In natura le catene alimentari si autoregolano, noi umani siamo capaci di alterarla.

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