Torna dopo ben 6 mesi la rubrica musicale, essendomi imbattuto in un brano che mi consente di omaggiare nuovamente una delle più talentuose voci del panorama musicale italiano, e non solo. "Gabbiano" è stato pubblicato in 45 giri da Giuni Russo nel 1997, dopo tre anni di assenza dalle scene, e avrebbe dovuto essere l'anteprima di un nuovo disco mai uscito per divergenze con la casa discografica. Il brano, metaforizzando il volo dei gabbiani sul mare, è un inno alla libertà e una fuga dai dolori di cui è impregnata la terra.
Gabbiano
Seduta sul porto a guardare il mare
sentire i gabbiani gridare
ma una luce mi risplende dal cuore
e sono dentro il sole che brucia
vado seguendo pensieri vado
lontano da dove sono
per diventare un gabbiano
e finalmente volare.
Lascio l'angoscia cadere
e sola dal vento mi faccio guidare
abbandono la terra e il dolore
e sempre piu' in alto mi sento sparire
sea gull.
Cielo, intorno vedo solo cielo
dall'alto tutto sembra niente
per una donna libera che vola
e va con le sue ali sola.
Libera sono un gabbiano
padrona del cielo, del mondo e di me
abbandono la terra e il dolore
e sempre piu' in alto mi vedo rapire
sea gull.
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