lunedì 7 settembre 2020

[Notizia] Senza turisti, 140 elefantini nati in Kenya


Le notizie che è bello scoprire e condividere... Grazie al famigerato lockdown che ha tenuto lontani i turisti, nonché alle abbondanti piogge, nel Parco Nazionale di Amboseli (Kenya) sono nati 140 elefantini!

La notizia è straordinaria quanto preziosa poiché l'elefante africano è una specie classificata vulnerabile (cioè rientra nelle specie minacciate dal rischio di estinzione, sebbene a un livello modesto) a causa del bracconaggio che ne ha decimato la popolazione per ricavarne avorio dalle zanne.

La pandemia di coronavirus ha causato morte e sofferenza in tutto il pianeta, richiedendo misure di contenimento con effetti positivi sull'ambiente, sebbene provvisori, come una migliore qualità dell'aria grazie al blocco del traffico e delle attività umane. Gli animali selvatici sono stati i primi a beneficiare della scomparsa dell'uomo dalla circolazione, conquistando spazi normalmente evitati, come documentato in vari video amatoriali condivisi su Youtube.


La notizia relativa alle nascite degli elefantini è stata data dalla dottoressa Winnie Kiiru, biologa che da anni si occupa della tutela degli elefanti, adducendo l'interessante spiegazione secondo cui il crollo del turismo ha concesso agli elefanti di poter dedicare più tempo alle relazioni sociali, inclusi gli accoppiamenti e le gravidanze; tenuto conto che la gestazione degli elefanti dura circa 20 mesi, i nuovi nati provengono da accoppiamenti precedenti la pandemia, il che sta a dire che la presenza umana costituisce un fattore di disturbo significativo alla loro procreazione. Anche le abbondanti piogge hanno contribuito a creare le condizioni ideali per queste nascite, offrendo a pachidermi una vegetazione rigogliosa e nutriente. La scienziata è ora preoccupata per il destino della popolazione autoctona: senza turisti tante famiglie keniote non hanno lavoro e sostentamento, occorre quindi instaurare una condizione di equilibro tra la specie umana e gli elefanti.

(Articolo tratto e adattato da FanPage)

10 commenti:

  1. Bellissima notizia ...dopo quella triste sull’elefantessa incinta uccisa in India per aver mangiato un ananas pieno di petardi , questa solleva il cuore davvero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ogni volta che l'uomo non intralcia, la natura riesce a essere meravigliosa.

      Elimina
  2. ottima notizia, peccato che ci sia voluta una circostanza esterna e che il farsi da parte dell'uomo non sia ancora una cosa abituale...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'uomo deve imparare a darsi dei confini, e non soltanto geografici/topografici. I cambiamenti climatici che hanno influito sugli accoppiamenti sono causati dalle attività umane.

      Elimina
  3. Notizia strepitosa! ,Beh Se noi ci ritirassimo la natura tutta, quindi animali ed alberi, si riprenderebbe tutto lo spazio che le abbiamo preso., questo lo abbiamo visto anche nelle nostre città.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si tratta solo di rendersi conto che sottrarre spazio alla natura è un farle guerra che non porta a una vittoria: asfalta un terreno per farci un parcheggio, se non lo usi presto sbucheranno piantine dalle fessure; ma da un prato non sbucherà mai dell'asfalto. Opporsi alla natura e alle sue fasi, anziché comprenderla e rispettarla, non porta a nulla di buono.

      Elimina
  4. È poca cosa ma ci regala un po' di speranza.

    RispondiElimina
  5. In realtà non ho capito la correlazione con la pandemia.
    Perché le elefantesse sono rimaste incinte nel 2018, in media, quindi di uomini tra i piedi ne avevano fin troppi.
    Magari non tutte le loro gravidanze vanno a buon fine a causa della presenza e dell'intervento dell'uomo, mentre stavolta è filato tutto liscio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto: la presenza umana pare sia un elemento di disturbo per le elefantesse incinte, che quindi vanno incontro ad aborti. Ovviamente la correlazione è stata dedotta venendo meno i turisti durante il lockdown.

      Elimina