Oltre 81.000 contagi per circa 3.300 decessi nella propria nazione (al momento della scrittura dell'articolo) non sono bastati al popolo cinese per imparare dai propri reiterati errori: è ripresa la vendita di cani, gatti, serpenti, scorpioni e pipistrelli per uso alimentare, venduti vivi e macellati sul posto per risparmiare le spese di refrigerazione della carne, in barba a ogni profilassi igienico/sanitaria già causa dell'attuale covid-19 nonché dei precedenti coronavirus.