Questa in foto è Gina: com'è intuibile, la natura stessa avrebbe voluto per lei una vita molto diversa da quella cui è stata destinata.
Se fosse nata in natura, Gina trascorrerebbe le sue notti appollaiata sul ramo di un albero, lontana dal pericolo; al mattino si unirebbe alle sue compagne e trascorrerebbe le sue giornate becchettando il terreno in cerca di cibo, scaldandosi alla luce del sole e facendo bagni di polvere per mantenere pulite le sue morbide piume.
Al momento di deporre le uova, cercherebbe un luogo sicuro dove costruire il suo nido, e, nelle prime settimane di vita, accudirebbe i suoi pulcini con amore, proteggendoli e insegnando loro tutto il necessario per sopravvivere.
Purtroppo, però, per Gina questo non è che un miraggio. La realtà per Gina è molto diversa.
Ogni mattina si sveglia dietro le sbarre di metallo di una gabbia angusta, all'interno di un enorme e squallido capannone industriale. Nell'edificio in cui si trova ce ne sono tantissime, impilate una sopra l'altra, su più livelli, ognuna affollata di galline che hanno avuto la stessa sfortuna: quella di nascere per essere allevate intensivamente.
Lo spazio è così stretto che Gina riesce a malapena a muoversi. Volare, o anche solo spiegare le ali, è impossibile e, a causa della mancanza di movimento, le ossa di Gina diventeranno sempre più fragili e soggette a fratture. E, come se non bastasse, lo stress e il sovraffollamento potranno portare le sue compagne a beccarla, fino a farle perdere le sue morbide piume.
Ogni giorno, Gina sopporta la sofferenza di un'intera vita trascorsa nello squallore di un allevamento intensivo; dedicare qualche minuto a leggere la sua storia è stata una scelta coraggiosa, quella di non voltarsi dall'altra parte davanti a questa crudeltà.
Perché se Gina non può cambiare la sua vita da sola, noi abbiamo il potere di aiutarla, e i prossimi mesi saranno decisivi per farlo. Dopo anni di ritardi la Commissione Europea ha recentemente confermato che, entro la fine del 2026, intende presentare una proposta di legge per mettere fine all'allevamento in gabbia per milioni di galline.
Un passo avanti importante, ma che non si è ancora concretizzato, e che non rispetta l'impegno preso nel lontano 2021 di vietare l'uso delle gabbie per tutte le specie.
(Tratto dalla newsletter di Annamaria Pisapia, direttrice CIWF Italia)


I vari reportage degli allevamenti intensivi mostrano tutte queste crudeltà, ignorate dai politici e dalle persone comuni.
RispondiEliminaAndrebbe mostrato tutto nelle pubblicità invece di fare vedere soltanto i prodotti finiti!
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