Il mosco siberiano è un mosco (sostanzialmente un cervo muschiato) notturno diffuso nelle foreste di montagna dell'Asia nord-orientale. È piuttosto comune nella taiga della Siberia meridionale, ma è possibile incontrarlo anche in Mongolia, Manciuria, Penisola Coreana e sull'isola di Sachalin, dove ne è stanziata una delle cinque sottospecie esistenti.
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| Fonte: Animalia.bio |
Non possiede corna o ghiandole facciali, ma in ambedue i sessi presenta una ghiandola sotto la coda, dalla quale trasuda una sostanza dall'odore caprino. Il maschio adulto è fornito anche di una borsa vicino all'ombelico, la quale secerne una sostanza gelatinosa dall'odore pungente, comunemente chiamata muschio.
Nel mosco, sia maschio che femmina, i denti canini sono assai lunghi: quelli del maschio, a forma di sciabola, e incurvati all'indietro, misurano circa 10 cm.
Ha il manto di un colore marrone pomellato, dal pelo assai lungo che, sul dorso, raggiunge anche i 10 cm. Le zampe sono molto sottili e raggiunge un'altezza di 55 cm alla spalla, mentre la groppa è più alta. Malgrado sia la specie di mosco più grande, rimane pur sempre un animale di piccole dimensioni, con un peso che si aggira tra i 7 e i 17 kg.
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| Fonte: Wikipedia |
Durante il giorno, il mosco siberiano, essendo solitario e dagli istinti territoriali, vive nascosto nei boschetti o accovacciato tra i macigni, per uscirne soltanto al crepuscolo o a notte inoltrata, procedendo con salti e volteggi, arrampicandosi con facilità sui ripidi pendii, aiutandosi coi suoi zoccoli o con gli speroni che gli impediscono di scivolare. È anche un ottimo nuotatore e, grazie ai suoi zoccoli, si sposta sulla neve con facilità.
D'inverno si mantiene principalmente nelle foreste di abete rosso e bianco, preferendo le zone sui pendii più ripidi, dove la neve non persiste e quindi è meno profonda. Sceglie il proprio territorio, che marca con il proprio muschio ghiandolare e gli escrementi, in modo che al cui centro si trovi un affioramento di roccia ove rifugiarsi in presenza di predatori. Difficile peraltro trovarlo dove scarseggia la quantità di rocce affioranti. In questo periodo si nutre essenzialmente di muschio, foglie e licheni nascosti sotto la neve, oppure germogli e aghi di pino dagli alberi. E' inoltre ghiotto di sale.
D'estate, il mosco scende a valle dove trova l'acqua dei fiumi, l'erba fresca e la vegetazione in abbondanza, e dove gli alberi sono distribuiti su di una vasta superficie. Evita, tuttavia, il terreno paludoso.
Si accoppia tra dicembre e gennaio, molto più tardi rispetto ai cervi veri e propri. Usa i grossi canini, simili a zanne, battendosi con altri maschi in zuffe talvolta mortali. Raggruppa quindi le femmine nel proprio territorio per poi rincorrere, anche per un'intera giornata, la femmina prescelta prendendola per sfinimento. I piccoli nascono tra aprile e giugno, e generalmente si tratta di gemelli. I piccoli rimangono nascosti nelle rocce o tra i cespugli sino al momento in cui sono in grado di seguire la madre. In caso di pericolo, la femmina si allontana dal luogo dove è nascosto il piccolo, fingendo di essere esausta o malata e, quando il predatore l'insegue, corre a nascondersi tra le rocce o in cima ad erte salite.
I giovani moschi siberiani raggiungono il loro pieno sviluppo, più o meno, tra i 15 e i 17 mesi, la maturità sessuale dopo i tre anni. Il neonato ha un mantello con striature trasversali rossastre e alcune striature biancastre longitudinali, che, dopo i tre mesi, saranno sostituite da un mantello pomellato.
Ha molti nemici: la martora dalla gola gialla, la lince, il leopardo, il lupo, l'orso, il ghiottone e la tigre, contro i quali il maschio cerca di difendersi con le sole zanne. Volpi e aquile ne uccidono i piccoli. Sono inoltre tormentati da zanzare e moscerini.
L'Unione internazionale per la conservazione della natura (UICN) ha inserito il mosco siberiano tra le specie vulnerabili.

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