La settimana scorsa CIWF Italia era a Roma per compiere un passo decisivo: presentare una proposta di legge che vieti l'allevamento di polpi in Italia e fermi l'espansione dell'acquacoltura di specie carnivore prima che sia troppo tardi.
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| Fonte: Publicdomainpictures |
I polpi sono animali straordinari, intelligenti e sensibili, simbolo della meraviglia racchiusa nei nostri mari. Ed è lì che devono continuare a vivere: liberi e selvatici, non rinchiusi nelle vasche di un allevamento intensivo. Oggi possiamo fare qualcosa di concreto per proteggerli: appoggiare la proposta di legge firmando la petizione che chiede al Governo italiano di vietare l'allevamento di polpi prima che questa pratica possa mettere radici nel nostro Paese.
Ricordo che come sempre le petizioni promosse da Amici animali non richiedono alcun recapito telefonico per la convalida della propria firma.
A luglio, dopo cinque anni di mobilitazione, si è ottenuta una grande vittoria: Nueva Pescanova ha rinunciato al primo allevamento commerciale di polpi al mondo, previsto a Gran Canaria. Un risultato reso possibile da migliaia di persone schierate al fianco di associazioni ambientaliste e animaliste. Tuttavia, non ci si può fermare: nuovi progetti avanzano in Spagna, Giappone e Messico, e occorre agire ora, prima che l'allevamento di polpi diventi realtà.
Per vincere questa battaglia c'è bisogno di chiunque legga questo articolo: firmare la petizione aiuta a tenere i polpi fuori dagli allevamenti intensivi.
(Tratto dalla newsletter di Viviana Vignola, Responsabile Campagne CIWF Italia)

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