giovedì 29 giugno 2023

[Notizia] 500.000 specie perse per sempre in 80 anni

Se il mese è iniziato con la drammatica prospettiva/previsione esposta da Philip Lymbery, non si conclude certo con una notizia più leggera: il titolo dell'articolo si riferisce al fatto che entro le prossime tre generazioni, metà delle specie animali attualmente esistenti rischia di essere cancellata dalla faccia della Terra!


Uno scenario spaventoso verso cui siamo lanciati sempre più velocemente, anno dopo anno. Lo dice l'organismo scientifico delle Nazioni Unite che si occupa di biodiversità e servizi ecosistemici, nell'ultimo rapporto, datato 2022, "Assessment Report on the Different Value and Valuation of Nature".

Possiamo scandalizzarci, indignarci e agire ma dobbiamo essere consapevoli che la causa principale di questa potenziale estinzione di massa è l'avidità dell'essere umano!

Le cause della distruzione e della degradazione degli habitat naturali sono legate alle attività umane. L'eccessivo sfruttamento delle risorse naturali, l'agricoltura intensiva, l'inquinamento, i cambiamenti climatici, il bracconaggio e il commercio illegale stanno spezzando gli equilibri degli ecosistemi, rendendo impossibile la conservazione e la rigenerazione della biodiversità.

Vi sono animali che potrebbero scomparire per sempre in pochi anni, soprattutto uccelli e mammiferi, il cui numero è già ridotto all'osso, che con grande fatica cercano di salvarsi dagli impatti distruttivi dell'essere umano. Ma non possono farcela da soli contro questa terribile onda d'urto. Occorre prendere la loro parte, battersi per difendere la loro vita con azioni dirette e concrete, o queste specie saranno ricordate soltanto nei libri e nei musei, come oggi ricordiamo il rinoceronte bianco, il dodo e la tigre di Giava.

Attualmente il destino sembra già scritto anche per molti animali:

  • i pochi esemplari di tigre di Sumatra e di orango rimasti nelle foreste indonesiane, sono minacciati dall'espandersi delle piantagioni di palma da olio e polpa di cellulosa;
  • la popolazione di pinguini pigoscelidi antartici che è diminuita del 77% rispetto a soli 50 anni fa a causa del cambiamento climatico e delle pratiche di pesca industriale che svuotano di cibo il loro habitat;
  • in 50 anni, anche il nostro Mediterraneo, casa di meravigliosi animali come balene, tartarughe e foche monache, ha perso il 41% dei mammiferi marini.
Se siamo noi la causa della loro potenziale estinzione, possiamo essere anche la causa della loro salvezza, attraverso il sostegno di associazioni che si battono dalla parte degli animali, nonché evitando di favorire il mercato che si basa su questi sfruttamenti spregiudicati e irresponsabili.

(Tratto dalla newsletter di Martina Borghi, Campagna Foreste di Greenpeace Italia)

6 commenti:

  1. Tra un po' perderemo la nostra di specie.. con gran sollievo di tutte le altre..

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    1. Purtroppo di esemplari umani ce ne sono troppi per essere a rischio di estinzione, confido tuttavia in una nuova pandemia, dato che la lezione dell'ultima non è servita ad altro che mettere contro pro e no vax.

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  2. Io spero che non accada, che riusciremo a salvarle. Ma la sparizione di queste specie dal pianeta non accadrà senza conseguenze, dal momento che tengono in vita l’ecosistema. La cosa ricadrà su di noi.

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    1. Le conseguenze le stiamo già vivendo, e finché non interesseranno chi ha potere decisionale...😔

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