Ci hanno raccontato che l'agricoltura industriale e l'allevamento intensivo sono necessari per sfamare la popolazione mondiale, ma se vi dicessi che invece l'allevamento intensivo aggrava la fame nel mondo?
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L'estate è il periodo dell'anno in cui tutti facciamo più incetta di frutta, perché è fresca, dolce, dissetante. Non credo pertanto la prenderemmo bene se una delle prossime estati non ne avessimo più a disposizione...
A fine 2023 si è tenuta ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, la COP28, la Conferenza ONU sulla crisi climatica; è importante parlarne perché tanto il clima quanto il benessere animale pagano il prezzo dell'intensificazione dell'agricoltura e dell'allevamento nei nostri sistemi alimentari. E' importante tenere accesi i riflettori sugli impatti che il nostro modo di produrre e consumare cibo ha su ambiente, animali e persone.
Credo nessuno vivrebbe volentieri a contatto con una sostanza dannosa per l'ambiente e dai possibili effetti cancerogeni, eppure quello che sembra logico e sensato per molti, non lo è per tutti. Il glifosato, un erbicida che l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro classifica come "probabilmente cancerogeno per gli esseri umani", oltre che nostra vecchia conoscenza, rischia di essere nuovamente autorizzato in Europa per altri 15 anni!
Se il mese è iniziato con la drammatica prospettiva/previsione esposta da Philip Lymbery, non si conclude certo con una notizia più leggera: il titolo dell'articolo si riferisce al fatto che entro le prossime tre generazioni, metà delle specie animali attualmente esistenti rischia di essere cancellata dalla faccia della Terra!