mercoledì 27 novembre 2019

[Notizia] Antibiotici negli allevamenti


Oggi parliamo di antibiotici, spesso dei farmaci salvavita per noi umani. Tuttavia non tutti conoscono certi retroscena: è previsto che nel 2050 le infezioni batteriche saranno la principale causa di decessi perché stiamo sviluppando resistenza agli antibiotici.


Infatti gli antibiotici sono purtroppo spesso usati in modi non corretti, assumendone a sproposito, talvolta trovandoseli in casa e senza consultare il medico. L’abuso di antibiotici determina lo sviluppo di batteri resistenti a essi, che li rendono quindi inefficaci.
Che c'entrano gli animali in questo discorso? Anche l’industria della carne ha le sue pesanti responsabilità al riguardo: negli allevamenti intensivi si usano massicce quantità di antibiotici, con animali allevati in condizioni così estreme che si arriva a riempirli di farmaci per tenerli in vita.
CIWF Italia ha stilato un breve elenco di informazioni da sapere a riguardo:

  1. Circa il 70% degli antibiotici venduti in Italia è destinato agli animali, per consentire loro di sopravvivere in quei lager che sono gli allevamenti intensivi.
  2. Questo abuso contribuisce alla diffusione dell’antibiotico resistenza tra le persone.
  3. Si crede che l'antibiotico resistenza si sviluppa ingerendo eventuali residui di antibiotici contenuti nella carne, ma in realtà a essere trasmessi sono i batteri antibiotico resistenti e non residui di antibiotici.
  4. L'Italia detiene il triste record europeo di morte per resistenza agli antibiotici (circa 10.000 decessi all'anno su 33.000 dell'UE).
  5. Per ridurre l’utilizzo di antibiotici negli allevamenti occorre allevare gli animali in modo non intensivo, rispettando il loro benessere e, di riflesso, la salute delle persone.
  6. Le etichette "senza uso di antibiotici" che si trovano sulle confezioni di carne non garantiscono maggiore qualità, maggiore benessere per gli animali e maggiore tutela della salute umana! Questo breve video spiega perché.
Allevare gli animali in modi non intensivi e più rispettosi del loro benessere significa avere rispetto per gli animali e anche per le persone.
Animali ammassati in ambienti malsani, geneticamente selezionati per crescere ed essere macellati nel modo più rapido possibile: filosofie commerciali profondamente contro natura e dai costi altissimi.

Per questo è importante informarsi e non consumare prodotti da allevamento intensivo.

(Articolo tratto dalla newsletter di Viviana Vignola, Campaigner CIWF Italia)

12 commenti:

  1. È preoccupante, ne ho sentito tanto parlare, preoccupante per quei poveri animali e per noi che senza volerlo introduciamo antibiotici che a lungo andare ci rendono antibiotico-resistenti.
    sinforosa

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    1. La soluzione esiste: se proprio non si riesce a rinunciare alla carne, non acquistare quella degli allevamenti intensivi, non alimentare così quel mercato perverso e crudele. Se non c'è domanda, l'offerta cala fino a morire, oppure si renderanno conto che va cambiata strategia.

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    2. Sono già attenta a questi particolari, eccome, il problema è che anche latte e latticini ci vanno di mezzo, per non parlare di tutti gli altri alimenti contaminati da pesticidi o da terreni contaminati che non possono che produrre alimenti a rischio. Dove andremo a finire? Ci vuole mezza giornata per fare la spesa e leggere tutte le etichette, sperando che siano sincere.

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    3. Negli ultimi anni mi sono reso conto di quanto sia difficile fare una spesa "sana". Pertanto cerco almeno di limitare i danni, alternando prodotti comuni ad altri biologici, abolendo il latte dalla mia colazione, diventando vegetariano...
      Basterebbe che ognuno migliorasse la propria attenzione nel fare la spesa e qualcosa cambierebbe: meno gente acquisterebbe quel tale prodotto, e l'azienda dovrebbe migliorarlo, con benessere di riflesso sugli animali o i vegetali di origine.

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  2. Pensa tu quanto danno fanno anche a noi.
    Sento comunque che troveranno una soluzione per ridurre il fenomeno. Certo, non so poi dove creano il buco mettendo una pezza qui, eh...

    Moz-

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    1. La soluzione possiamo pilotarla noi evitando acquisti provenienti da quel tipo di allevamenti. O, meglio ancora, evitando il consumo di carne.

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  3. Effettivamente ho notato che gli antibiotici fanno sempre meno effetto.
    A me capita di prenderne autonomamente (confesso), ma anche quando me li prescrive il medico non riscontro più questa grande efficacia.
    Attenzione, ne uso molto raramente, altrimenti sembra che li assumo come caramelle.
    Come al solito la causa è sempre imputabile al pessimo operato dell'uomo.
    Chissà se questi allevamenti intensivi vedranno mai una fine.

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    1. Attenzione con l'uso "a sentimento" degli antibiotici! Già quando prescritti dal medico vanno presi per tutta la terapia, sennò si sviluppa immunoresistenza alla molecola.😕

      Sugli allevamenti intensivi, i riflettori sono puntati, e non solo da me che offro per lo più un piccolo faretto... Dipende dal nostro regime alimentare cambiare le cose.

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  4. In questi mesi ho seguito tante trasmissioni che hanno trattato l'argomento. Gli allevamenti intensivi sono veri lager, dove gli animali vengono trattati come oggetti.
    Sereno giorno.

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    1. Speriamo la gente non cambi canale in quelle occasioni, occorre sensibilizzare i cittadini affinché stronchino questo mercato orientando più saggiamente gli acquisti.

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  5. Io non guardo mai le etichette..forse bisognerebbe che facessi più attenzione.
    Ma l’allevamento a terra è specificato sulle uova e la carne?
    Pure?
    E se non ci sta scritto niente?
    Provengono dai lager?
    Alla fine sarò cinico ...servirà a far attenzione agli antibiotici e a quello che ingeriamo..ma sempre di animale morto mangiamo e stiamo parlando .

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    1. Sulle uova è scritta sempre la provenienza e il tipo di allevamento, di solito quando è in gabbie lo scrivono in piccolo magari sotto la confezione... Comunque te ne accorgi innanzitutto dal prezzo, e in secondo luogo dal colore del tuorlo, tendente al giallo se da galline in gabbia, quasi rosso se a terra o all'aperto.

      Non mangiando carne non so cosa scrivono sulle confezioni, ma stai pur certo che quello che trovi in vaschetta non arriva certo dall'allevatore con la sua bella campagna, pascoli, e tre o quattro cani che corrono liberi... 😕

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